
Mercoledì notte, Westlake Village: Britney Spears è stata arrestata per guida in stato di ebbrezza. Una Mercedes, un prelievo di sangue forzato in ospedale e un’auto rimossa. Bentornati nel 2007, solo con vent’anni di rughe e traumi in più.
Appena il tempo di festeggiare la vendita del catalogo musicale a Primary Wave per la modica cifra di 200 milioni di dollari e un ordine restrittivo contro l'ennesimo stalker, che l'ex principessa del pop decide di festeggiare nel modo peggiore possibile: mettendosi al volante in condizioni che hanno convinto la polizia a fermarla per guida in stato di ebbrezza.
Risultato? Account Instagram da 44 milioni di follower disattivato (ormai un suo classico riflesso compulsivo dopo ogni cazzata) e un appuntamento in tribunale per il 4 maggio.
Dopo anni di battaglie per la conservatorship, la narrazione della “Britney libera” sta facendo una brutta fine. I video degli ultimi mesi (tra sguardi persi, balletti inquietanti e coltelli agitati in cucina) non erano il manifesto della libertà, erano il trailer di questo arresto.
Britney Spears ha 44 anni, 200 milioni in banca, libertà legale e un catalogo che vale milioni… eppure continua a fare l’unica cosa che la rende davvero famosa oggi: farsi arrestare in diretta, ballare mentre il mondo guarda, e ricordarci che la libertà senza salute mentale è solo uno show di orrore in HD.
Mentre il web si scatena tra chi urla al complotto e chi prega per lei, c'è chi punta il dito contro i figli per averla "lasciata sola".
Jayden e Sean Preston probabilmente hanno fatto l’unica cosa sensata per non finire anche loro in analisi per i prossimi settant’anni: allontanarsi. Non dev’essere facile vedere tua madre trasformarsi in un meme vivente che si fa arrestare alle nove di sera mentre barcolla.
Quello non è abbandono, è istinto di sopravvivenza.
Il 4 maggio Britney dovrà presentarsi davanti a un giudice.
La domanda ormai è una sola: sarà l’anno del suo grande ritorno o quello dell’ingresso definitivo in una comunità di recupero?