"Sembro zio": Il multiverso dei Blue che scoprono Sal Da Vinci


Dimenticate i video generati dall'intelligenza artificiale o le teorie del complotto. Quello che è successo negli studi di Cult Pop è la prova scientifica che il multiverso è collassato sopra di noi. Da una parte i Blue, la boy band che ha definito i nostri primi anni Duemila; dall'altra Sal Da Vinci, che dopo aver trionfato a Sanremo con "Sempre sì", si prepara a portare il neomelodico sul tetto d'Europa.

Ma è la reazione dei ragazzi a essere pura arte contemporanea. Mentre Simon Webbe fissa lo schermo con esattamente la nostra faccia quando abbiamo visto Sal sollevare il leoncino d'oro (un misto di disgusto e "vi prego fatemi uscire da qui"), Lee Ryan ha deciso di abbracciare il caos. Nel tentativo di dimostrare il suo italiano "fluente", ha trasformato il titolo della canzone in un indimenticabile "Sembro zio". Un errore fonetico che è già storia, specialmente perché Lee lo canta con la stessa intensità con cui un tempo ci giurava amore eterno in All Rise.

Il picco del surrealismo, però, lo tocca Duncan James. Mentre Antony Costa vaga in un limbo di confusione totale, Duncan si lancia nell'imitazione perfetta del gesto finale di Sal (quel gioco di mani che è già cult) e chiede con la serietà di chi sta pianificando il futuro della musica mondiale: "Ma rappresenterà l'Italia all'Eurovision?".

Sì, Duncan, tesoro: è tutto vero. Sta succedendo davvero.
Accussì, senza pietà, dritti verso Malmö a farci sfondare il culo.