Annalisa, hai rotto i coglioni: "Canzone Estiva" e la prigione del pop fotocopia




Bellissima, Mon Amour, Sinceramente, Maschio, Esibizionista... e ora Canzone Estiva. Benvenuti nel loop infinito di Annalisa, dove il pop italiano è diventato una catena di montaggio che produce sempre lo stesso pezzo da due anni.

C’è stato un momento, circa due anni fa, in cui abbiamo creduto al miracolo: Bellissima era un pezzo onesto, un rebranding azzeccato. Ma poi qualcosa si è rotto. O meglio, qualcosa si è bloccato, la sperimentazione è morta per lasciare spazio a un algoritmo. Annalisa Scarrone ha trovato la formula magica per scalare le classifiche e ha deciso di non uscirne più, trasformando la sua discografia in un eterno mash-up di se stessa.

La trinità del riciclo

Il problema ha tre nomi: Scarrone, Simonetta, Antonacci. Questo trio di autori sforna pezzi in serie con la catena di montaggio. Melodie pop-dance pseudo anni '80, ritmi martellanti e quella sensazione di déjà-vu che ti assale dopo i primi tre secondi di ogni singolo. 

Annalisa si definisce "cantautrice" in ogni intervista, ma guardiamo i crediti: non esiste una sola canzone scritta interamente da lei nella sua intera discografia.
Non c’è niente di male ad avere coautori, ma continuare a vantarsi di un ruolo da cantautrice quando la formula è sempre condivisa trasforma l’orgoglio in cliché.
C’è una differenza abissale tra chi mette una firma su un lavoro collettivo e chi, come Levante, Elisa o Carmen Consoli, l'anima la mette nuda sul foglio.
Annalisa non è una cantautrice; è il volto (bellissimo, per carità) di un prodotto industriale perfetto. 

Il "pezzo di legno" ammiccante

E poi c’è la performance. Se Elodie riesce a venderti l'immagine della popstar internazionale perché ha il fuoco nelle vene e una varietà di proposta che spazia dal clubbing alla ballad urbana, Annalisa sembra una marionetta a disagio sotto i riflettori. La vedi lì, costretta in completini sexy a fare l'ammiccante e a muovere il bacino, ma traspare tutta la forzatura di chi esegue un ordine coreografico senza crederci davvero. Mentre Elodie è a fuoco, Nali è un pezzo di legno che prova a imitare le movenze di una diva, risultando posticcia e, diciamocelo, terribilmente meccanica.

L'atrocità dei testi: tra oroscopi e deliri

Ma veniamo alla vera nota dolente: i testi. Canzone Estiva è l'apice del non-sense mascherato da profondità:

Quando Venere è in Leone, non si può parlare / So di cose che tu non potresti mai capire / Sei nel mio sogno erotico / Sto bruciando tra le fiamme roventi / Pensiero non cattolico / Non ti offendi.

Sembra un testo generato da un'intelligenza artificiale a cui hanno dato in pasto un libro di astrologia per adolescenti e un dizionario delle rime scontate. La ricerca ossessiva del hook orecchiabile ha trasformato le sue strofe in un’accozzaglia di parole senza un filo logico. "Andate in pace e così sia", "Alleluia"... il riferimento religioso infilato a forza per fare la trasgressiva della domenica è di un cringe raro.

Il pericolo dei fan (gli "Annalisers")

La cosa più tremenda, però, è il fandom. Una setta di fedelissimi pronta ad accanirsi contro chiunque osi dire che l'imperatrice è nuda. Gridano al miracolo perché lei accosta il bianco della suora al rosso della pornodiva. Ragazzi, svegliatevi: questo è il minimo indispensabile del marketing pop, non è avanguardia. È lo zero termico della creatività mascherato da "concept album".

Cara Annalisa, il tuo giardino verde e fiorito è diventato una prigione dorata. Dovresti sperimentare, rischiare, eccedere davvero, non solo nei look da sfilata. Invece te ne stai lì, chiusa con i soliti tre amici a coltivare la tua rendita di posizione. Ma attenta: a forza di fare sempre la stessa canzone, il pubblico prima o poi si sveglia dal sogno erotico. E a quel punto, non basterà un "Alleluia" a salvarti.