
Dimenticate i Grammy, dimenticate le classifiche di Billboard e, per l’amor di Dio, dimenticate pure WAP. La vera vocazione di Cardi B non è il rap: è stare davanti a una telecamera frontale a spiegare perché la sua salute mentale dipenda esclusivamente da un carboidrato consumato ogni tre ore.
Mentre il mondo si prepara a celebrare il Ramadan, Cardi ha deciso di lanciare il suo personalissimo tributo alla comunità musulmana. E ovviamente, lo ha fatto a modo suo: trasformando uno dei pilastri dell'Islam in un monologo sulla sua incapacità di non diventare una sociopatica quando ha fame.
"Sento le voci e altre stronzate"
Qui non siamo dalle parti della teologia, ma del TSO preventivo. Cardi ammette candidamente che il suo rapporto con l'Altissimo è vincolato alla disponibilità di carboidrati. Dopo 180 minuti senza infilare qualcosa sotto i denti, la sua testa non produce preghiere, ma allucinazioni uditive. In pratica, è a tanto così dal diventare la versione trash di Giovanna d'Arco, ma invece di sentire i santi che le dicono di salvare la Francia, sente le voci che le ordinano di sbranare il primo che passa:
Dio sapeva che non doveva farmi musulmana. Stronza, se mi sveglio e passo tre ore senza mangiare, inizio a sentire le voci e altre stronzate del genere. Non ho la forza per essere musulmana. Quando ho fame, non voglio stare nemmeno vicino ai miei figli.
Questa non è solo musica per le nostre orecchie; è la prova che se Cardi B smettesse di rappare domani, il mondo non perderebbe una musicista, ma guadagnerebbe la più grande stand-up comedian del secolo.