Claire Boucher: La "Working Class Era" di Grimes riparte da LinkedIn



Dimentichiamo i rave su Marte e i nomi dei figli che sembrano codici fiscali alieni. La nuova frontiera di Claire Boucher (o meglio, Grimes), non è un metaverso di elfi AI, ma il posto più deprimente della terra: LinkedIn

No, non è l’ennesimo capitolo della sua lunghissima saga di trolling (ve la ricordate mentre leggeva Marx a favore di paparazzi dopo la rottura con Musk?). È tutto vero: anche se sei una divinità dell’elettronica, prima o poi devi fare i conti con l'algoritmo delle Risorse Umane. 

Dopo anni passati a navigare tra sogni cyberpunk e battaglie legali col suo ex billionaire sugar daddy Elon Musk, Grimes sembra essere entrata nella sua fase più pragmatica. Non perché LinkedIn sia diventato interessante, ma perché sembra diventato inevitabile.

Rispetto per la Producer (coi controcoglioni)

Scorrendo il suo profilo, balzano all'occhio le competenze: Music Production, Art Direction, Illustration, Engineering. Letto così, sembra il CV di una creativa qualsiasi che bazzica a Silver Lake sperando in un contratto da freelance.

Poi ti ricordi che stai guardando la persona che ha fatto Visions in GarageBand in tre settimane e ha trasformato Art Angels in uno standard estetico.

C’è una frase, però, che è pura poesia da ufficio marketing intergalattico:

Attraverso Elf.Tech ed il suo gruppo AI decentralizzato NPC, Grimes esplora la fluidità dell'identità nell'era virtuale

Traduzione per gli esseri umani: "Non sono solo una che canta, sono un'infrastruttura tecnologica semovente". È il tentativo supremo di trasformare la propria esistenza creativa in una soluzione aziendale pronta all'uso.

È qui che il corto circuito si fa accecante.
Genio, freelance, stagista:
Stesso formato. Stessa griglia. Stessa leggibilità.

LinkedIn non è fatto per distinguere. È fatto per rendere tutto comparabile.
E alla fine premia chi si racconta meglio, non chi fa meglio.

Vedere i traguardi di Grimes tradotti in bullet point è un po' come vedere Leonardo da Vinci che aggiunge "esperto di carpenteria" tra le competenze per farsi assumere in un cantiere.

Il vero brivido, però, non è la bio, ma il futuro. Pubblicherà mai un post che inizia con "Oggi ho imparato una lezione importante sulla leadership mentre osservavo un sintetizzatore modulare"? O userà l'intelligenza artificiale per generare risposte automatiche ai recruiter che le offrono stage non retribuiti?

Per ora, Claire si è limitata ad annunciare la sua partecipazione a un panel di NVIDIA per parlare di AI. Non che abbia smesso di fare musica (abbiamo ancora Artificial Angels di pochi mesi fa nelle orecchie), ma qui sopra il messaggio è chiaro: prima vendi l'infrastruttura tech, poi magari ci metti sopra un ritornello.

È il segno dei tempi: se persino una che ha costruito un’intera carriera sull’essere incomprensibile e "aliena" deve tradurre il proprio genio nel linguaggio dei colletti bianchi, forse il futuro non è diventare più liberi. È solo diventare più compatibili.