Avril Lavigne rifà “Ironic” di Alanis Morissette: l’operazione nostalgia più pigra del 2026


Non è irònico? No, è solo tragicamente coerente con la piattezza di un’artista che ha deciso di trasformarsi nel proprio museo delle cere.

È uscita la cover di “Ironic” di Alanis Morissette firmata da Avril Lavigne per il film Mile End Kicks. Se vi aspettavate un guizzo, una reinterpretazione, o anche solo un motivo per non sbadigliare dopo i primi dieci secondi, siete degli illusi.

La fotocopia che nessuno aveva chiesto

Avril prende Ironic e la ricanta come se fosse un compito in classe da consegnare senza errori. Stessa struttura, stessa energia, stesso approccio emotivo. Cambia solo la voce, resa più cristallina da una produzione che toglie ogni residuo di quell'attrito che rendeva l'originale un capolavoro. Il risultato è una traccia che scorre addosso senza lasciare traccia.
Non è un omaggio. È karaoke di fascia alta.
La verità è che questa cover è lo specchio perfetto di tutta la sua carriera: un’evoluzione che non ha mai rischiato davvero.

La Peter Pan del pop-punk (versione triste)

Mentre le sue colleghe dell'epoca hanno provato a sporcarsi le mani, a cambiare pelle, a invecchiare (artisticamente e non) con dignità, Avril è rimasta incastrata nel suo loop.

Il risultato? È diventata irrilevante nel discorso contemporaneo. In un mondo che corre a 200 all'ora tra sperimentazioni hyperpop e ritorni rock sporchi, lei è rimasta ferma a fare la cosplayer di se stessa adolescente, senza rendersi conto che quel trucco sbavato ha smesso di essere autentico quando è diventato una divisa aziendale da indossare per i fan più nostalgici.

Una cover che è un testamento di pigrizia

Rifare Ironic in modo identico all'originale non è un omaggio, è una ritirata. È il rifugio di chi non ha più nulla da dire e si aggrappa al repertorio di chi, al contrario di lei, una storia l'ha scritta davvero. Se Alanis nel '95 era la voce di una generazione incazzata e confusa, Avril nel 2026 è solo la voce di una colonna sonora per un romcom canadese che probabilmente dimenticheremo prima dei titoli di coda.

Un'operazione nostalgia che non genera nemmeno nostalgia, solo un profondo senso di "già sentito". Avril, il 2002 è finito da un pezzo. Il problema è che lei sembra l’unica a non essersene accorta.